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Shonisaurus
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top
mwbamwbqShonisaurus (il cui nome significa "lucertola dei monti Shoshone") è un mwbwgenere estinto di mwcaittiosauro mwcqshastasauride vissuto nel mwcgTriassico superiore, circa 215 milioni di anni fa (mwcwNorico), in quella che oggi è la Formazione Lüning, in mwdaNevada, mwdqUSA, in cui sono stati recuperati almeno 37 esemplari fossili incompleti.cite-ref-giant-1-0[1]

Contents

Note

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Descrizione

Lo mwhaShonisaurus fu uno dei più grandi mwhqittiosauri mai vissuti; gli esemplari più grandi della specie mwhgS. popularis arrivavano a circa 15 metri di lunghezza. In seguito è stata nominata una seconda specie, ritrovata in mwhwColumbia Britannica, ossia mwiaShonisaurus sikanniensis, nel 2004. Lo mwiqS. sikkanniensis è stato uno dei più grandi rettili marini di tutti i tempi, arrivando a ben 21 metri (69 piedi) di lunghezza. Successive analisi filogenetiche hanno indicato che mwigS. sikanniensis sembra essere più una specie di mwiwmwjaShastasaurus piuttosto che di mwjqShonisaurus.cite-ref-plosone2011-2-0[2] Tuttavia, un nuovo studio del 2013, ha riaffermato la classificazione iniziale, trovando la specie più strettamente legata a mwkgShonisaurus rispetto che a mwkwShastasaurus.cite-ref-chengetal13-3-0[3] Gli esemplari appartenenti alla specie mwmaS. sikanniensis sono stati trovati nella Formazione Pardonet della mwmqColumbia Britannica, risalente a metà del mwmgNorico (circa 210 milioni di anni fa).cite-ref-giant-1-1[1]

Lo mwoaShonisaurus aveva un muso lungo e stretto, e le sue pinne erano molto più lunghe e strette rispetto a quelle degli altri ittiosauri. Inizialmente si pensava che lo mwoqShonisaurus avesse mwogdenti infissi in appositi mwowalveoli dentali (piuttosto che infissi in apposite scanalature come nelle forme più avanzate), tuttavia i denti erano presenti solo sulla punta delle fauci e sono stati ritrovati solo negli esemplari giovani. Tutte queste caratteristiche suggeriscono che lo mwpaShonisaurus facesse parte di un ramo relativamente specializzato della linea evolutiva principale degli ittiosauri.cite-ref-eodp-4-0[4] Storicamente l'animale è stato rappresentato con un corpo piuttosto rotondo, ma studi sulla sua morfologia, a partire dai primi anni '90, hanno dimostrato che il corpo era molto più affusolato di quanto tradizionalmente si pensasse.cite-ref-shonipopbody-5-0[5] Tuttavia, lo mwrqS. popularis aveva un corpo relativamente massiccio rispetto ai rettili marini correlati.cite-ref-giant-1-2[1]

Lo mwswShonisaurus è stato anche tradizionalmente raffigurato con una mwtapinna dorsale, come negli ittiosauri più avanzati. Tuttavia, negli altri shastasauridi la pinna dorsale era assente, e non ci sono prove per sostenere la presenza di tale pinna in mwtqShonisaurus. Anche la pinna superiore della coda doveva essere molto meno sviluppata rispetto alle specie più evolute.cite-ref-neptune-6-0[6]

Storia della scoperta

I primi mwwwfossili di mwxaShonisaurus furono trovati nel 1920 in un grande deposito nel mwxqNevada (USA). Gli scavi iniziarono nel 1954cite-ref-7[7], e consentirono di scoprire che il deposito conteneva i resti di 37 grandi ittiosauri, ai quali fu dato il nome di mwygShonisaurus ("lucertola delle Montagne Shoshone", dal nome delle montagne della zona). L'area degli scavi fa oggi parte del Berlin-Ichthyosaur State Park. La prima specie scoperta, lo mwzaShonisaurus popularis, fu nominata Fossile dello Stato del Nevada nel 1984.cite-ref-8[8]

Negli mwawanni novanta fu scoperta nella mwbaColumbia Britannica una seconda specie, lo mwbqShonisaurus sikanniensis, che arrivava ad una lunghezza di 21 metri. Un ittiosauro trovato nella catena mwbghimalayana, e chiamato mwbwHimalayasaurus, era molto simile a mwcaShonisaurus, così come un altro ittiosauro gigantesco, mwcqShastasaurus.cite-ref-hilton-9-0[9]

Interpretazione del giacimento fossile

Il giacimento fossile del mweaNevada rappresenta un insieme di fossili incompleti di mweqShonisaurus, presumibilmente morti in momenti diversi conservatisi sul fondo del mare in una disposizione delle ossa regolare. La mancanza di mweginvertebrati incrostanti nei resti fossili indica che le carcasse sono affondate in acque relativamente profonde e povere di ossigeno.

Teorie pseudoscientifiche

Nel 2011, in una lettura della Geological Society of America, Mark McMenamin e Dianna Schulte McMenamin, geologi del Mount Holyoke College, hanno proposto la controversa ipotesi che il grande insieme di resti disposti in modo regolare sul fondo dell'oceano sarebbero opera di un grande mwfgcalamaro predatore, da loro indicato come "mwfwkraken". McMenamins ha ipotizzato che la disposizione delle vertebre, che le fanno assomigliare alla disposizione delle ventose dei tentacoli dei mwgacephalopodi dalla forma rotonda e concava, sarebbero state volutamente disposte in quel modo dal kraken triassico per ricreare un autoritratto artistico dei propri tentacoli.cite-ref-krakenabstract-10-0[10] Questa ipotesi è stata ampiamente riportata dai mezzi di informazione quando la Geological Society of America ha emesso un comunicato stampa nel mese di ottobre 2011. Non sono mancate le critiche di numerosi esperti che hanno commentato l'ipotesi come "piuttosto fantasiosa e inverosimile", affermando che non ci sono prove fossili dell'esistenza di un kraken. Lo scrittore scientifico Brian Switek, scrivendo per la rivista mwhgWired, ha commentato:

«"Resta il fatto che i giornalisti avrebbero dovuto effettivamente fare il loro lavoro, piuttosto che agire come facilitatori di ascolti. Non bisogna essere un paleontologo per rendersi conto che l'ipotesi di un calamaro predatore gigante, predatore di ittiosauri, di cui non è mai stato ritrovato il corpo è piuttosto inverosimile".

»

Altri hanno risposto favorevolmente all'ipotesi dei McMenamins. Andrew Alden, blogger del sito mwjqAbout.com, afferma, sull'ipotesi di una grande intelligenza del kraken triassico "il suo contributo è stato prezioso: perché dovremmo escludere l'intelligenza in un lontano passato e quali sarebbero i segni lasciati da quest'essere??".cite-ref-aboutcomkraken-12-0[12]

Note

cite-note-giant-11. mwnaElizabeth L. Nicholls e Makoto Manabe, mwnqmwngGiant Ichthyosaurs of the Triassic—A New Species of Shonisaurus from the Pardonet Formation (Norian: Late Triassic) of British Columbia, in mwnwJournal of Vertebrate Paleontology, vol.mwoa 24, n.mwoq 4, 2004, pp.mwog 838-849, mwowDOI:mwpa10.1671/0272-4634(2004)024mwpq[0838:GIOTTNmwpg]2.0.COmwpw;2, mwqaISSNmwqq 0272-4634.
cite-note-plosone2011-22. mwtaP. Martin Sander, Xiaohong Chen, Long Cheng e Xiaofeng Wang, mwtqmwtgShort-Snouted Toothless Ichthyosaur from China Suggests Late Triassic Diversification of Suction Feeding Ichthyosaurs, in Leon Claessens (a cura di), mwtwPLoS ONE, vol.mwua 6, n.mwuq 5, 2011, pp.mwug e19480, mwuwDOI:mwva10.1371/journal.pone.0019480, mwvqPMCmwvg mwvw3100301, mwwaPMIDmwwq mwwg21625429.
cite-note-chengetal13-33. mwxgC. Ji, D. Y. Jiang, R. Motani, W. C. Hao, Z. Y. Sun e T. Cai, mwxwmwyaA new juvenile specimen of mwyqGuanlingsaurus (Ichthyosauria, Shastasauridae) from the Upper Triassic of southwestern China, in mwygJournal of Vertebrate Paleontology, vol.mwyw 33, n.mwza 2, 2013, p.mwzq 340, mwzgDOI:mwzw10.1080/02724634.2013.723082.
cite-note-eodp-44. mw0wPalmer, D. (a cura di), mw1amw1qThe Marshall Illustrated Encyclopedia of Dinosaurs and Prehistoric Animals, London, Marshall Editions, 1999, pp.mw1g mw1w78-79, mw2aISBNmw2q 1-84028-152-9.
cite-note-shonipopbody-55. mw3gBradley F. Kosch, mw3wmw4aA revision of the skeletal reconstruction of mw4qShonisaurus popularis (Reptilia: Ichthyosauria), in mw4gJournal of Vertebrate Paleontology, vol.mw4w 10, n.mw5a 4, 1990, pp.mw5q 512-514, mw5gDOI:mw5w10.1080/02724634.1990.10011833.
cite-note-neptune-66. Wallace, D.R. (2008). mw6wNeptune's Ark: From Ichthyosaurs to Orcas. University of California Press, 282pp.
cite-note-77. Sotto la direzione di Charles Camp e mw8aSamuel Welles dell'mw8qUniversità di Berkeley
cite-note-88. Curiosità: quando furono dissotterrate le vertebre, gli scavatori le usarono come piatti per consumare i pasti. mw9qmw9gmw9wDinosauri., Idealibri, 2002, mw-aISBNmw-q 88-7082-729-1, mw-wOCLCmw-a mw-q797427958. mw-gURL consultato il 20 marzo 2022.
cite-note-hilton-99. Hilton, Richard P., mwaqiDinosaurs and Other Mesozoic Animals of California, University of California Press, Berkeley 2003 ISBN 0-520-23315-8, at pages 90-91.
cite-note-krakenabstract-1010. mwaqcM.A.S. McMenamin e D.L. Schulte McMenamin, mwaqgTriassic kraken: the Berlin Ichthyosaur death assemblage interpreted as a giant cephalopod midden, in mwaqkGeological Society of America Abstracts with Programs, vol.mwaqo 43, n.mwaqs 5, 2011, p.mwaqw 310.
cite-note-laelapskraken-111. Switek, B. (2011). "mwaraThe Giant, Prehistoric Squid That Ate Common Sense." mwareWired: mwariLaelaps. Web log entry, 10-OCT-2011. Accessed 11-OCT-2011 mwarmhttps://www.wired.com/wiredscience/2011/10/the-giant-prehistoric-squid-that-ate-common-sense/
cite-note-aboutcomkraken-1212. Alden, A. (2011). "mwarcThe Great Kraken Fracas mwargArchiviatomwark il 18 ottobre 2011 in mwaroInternet Archivemwars.." mwar0About.com: mwar4Andrew Alden. Web log entry, 14-OCT-2011. Accessed 18-OCT-2011 mwar8mwasamwaseCopia archiviata, su mwasigeology.about.com. mwasmURL consultato il 18 ottobre 2011 mwasq(archiviato dall'mwasuurl originale il 18 ottobre 2011).

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Collegamenti esterni

• citereffossilworks-org(EN) Shonisaurus, su Fossilworks.org.
• citerefgbif(EN) Shonisaurus, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
• mwaswBerlin-Ichthyosaur State Park mwas0Archiviato il 21 maggio 2009 in Internet Archive. (sul sito della Nevada Division of State Parks)
• mwataTHE ICHTHYOSAUR Nevada's State Fossil, su encyclopedia.com.